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L’Albo Pretorio, dal latino albus «bianco» e pretorius «proprio del Pretore, e per estensione, relativo ai pubblici poteri»: nell’antica Roma era una tavola di legno ingessata che veniva utilizzata per la pubblicazione degli atti ufficiali e di altre notizie che si volessero rendere di pubblica conoscenza; una volta che l’annuncio fosse divenuto non più necessario, lo si cancellava coprendolo con un nuovo strato bianco.

L’Albo Pretorio, benché profondamente trasformato, è ancora ai giorni nostri, la tavola sulla quale si affiggono e si pubblicano i provvedimenti adottati dalle Autorità; con esso si intende il luogo e lo spazio dove vengono affissi tutti quegli atti per i quali la legge impone la pubblicazione in quanto, la condizione necessaria perché acquisiscano efficacia e quindi producano gli effetti previsti, è che siano portati a conoscenza della collettività.

Attraverso la Legge n. 69 del 18 giugno 2009, a far data dal 1 gennaio 2010, l’Albo Pretorio viene profondamente trasformato e, abbandonando la vecchia forma cartacea esposta presso gli Enti pubblici, diventa un luogo virtuale, accessibile a tutti con un semplice collegamento al sito web di riferimento. In tal modo tutti i documenti e gli atti che devono essere divulgati e diffusi affinché acquisiscano la loro efficacia, vengono resi pubblici tramite i siti web istituzionali della Pubblica Amministrazione. 

Ogni tipologia di documento deve essere consultabile pubblicamente e liberamente, per un numero di giorni considerato congruo, cioè sufficiente perché i cittadini vengano a conoscenza della decisione, dell'evento etc.

La durata della pubblicazione, qualora non sia diversamente indicata dalla legge o da un regolamento, ovvero dal soggetto richiedente la pubblicazione, ha in via ordinaria una durata pari a 15 giorni consecutivi.