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Inaugurato il Centro “Carlo Azeglio Ciampi”

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Il discorso del sindaco Francesco Menna


Eccellenza, autorità civili e militari, componenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, dirigenti scolastici, docenti e studenti, esponenti delle realtà associative cittadine, Signore e Signori, rivolgo un rispettoso saluto di benvenuto a ciascuno di Voi, in questo bellissimo scrigno del Teatro Rossetti che ospita, quest’oggi, la cerimonia inaugurale del Centro “Carlo Azeglio Ciampi”, sede delle sezioni cittadine delle Associazioni Nazionali Carabinieri, Finanzieri d’Italia e Polizia di Stato.

Un saluto colmo di riconoscenza desidero rivolgere a quanti si sono impegnati per realizzare al meglio questa giornata: i componenti delle Associazioni – saluto per tutti, i Presidenti Adriano Barattucci, Matteo Palombo e Matteo Marzella -, i dipendenti comunali coinvolti e, in particolare, gli uffici tecnici comunali competenti, per l’opera di adeguamento strutturale del centro.

Grazie, infine, a tutti i giovani musicisti dell’orchestra del Liceo Musicale “Raffaele Mattioli”, diretti dal maestro Nicola Mariani ed accompagnati dalla Dirigente Scolastica Prof.ssa Maria Grazia Angelini: grazie di cuore perché ci donate alcuni minuti di purissima arte e intensa bellezza. Il centro storico di Vasto si impreziosisce, oggi, di un nuovo luogo di aggregazione sociale.

Una scelta, questa, fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale che mi onoro di guidare, e tesa a qualificare, con importanti insediamenti pubblici, un’area sottoposta a fenomeni di progressivo decremento abitativo.

Penso al Centro Polivalente Socio-Culturale “Enrico Berlinguer” di Via Anelli, agli uffici del Giudice di Pace in Via Roma e al Polo Didattico Universitario di Via Aimone, inaugurato nel dicembre scorso, grazie al quale la nostra Città ha mantenuto la presenza del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara.

Siamo, quindi, ad un ulteriore e decisivo passo nell’ambizioso percorso di “rivitalizzazione” del centro storico cittadino su cui, fin dalla precedente esperienza amministrativa, si è investito. Le tre Associazioni, che hanno sottoscritto con il Comune il comodato d’uso della struttura di Corso Palizzi, non fisseranno semplicemente una sede fisica dei loro sodalizi.

Esse, piuttosto, promuoveranno, presso quest’intera zona, una preziosa e necessaria attività di volontariato a beneficio della collettività, consistente in una continua attività di monitoraggio ed osservazione di contesti riconducibili a forme di illegalità, al fine di interessarne prontamente le autorità competenti. Desidero, poi, soffermarmi sulla scelta dell’intitolazione. Sono particolarmente fiero di intitolare, tra le prime realtà civiche d’Italia, un centro di aggregazione sociale al Presidente Ciampi. E che si tratti della sede di tre Associazioni combattentistiche e d’Arma è un ulteriore motivo di orgoglio.

Pochi uomini, come lui, hanno saputo incarnare, lungo l’intera esperienza di vita, il senso più profondo del servizio alle istituzioni democratiche. Partigiano e patriota, economista ed umanista, appassionato cultore delle istituzioni e tenace promotore dello sviluppo umano positivo, cittadino italiano e cittadino europeo: la sua storia è costellata di ispirazioni multiformi e ambiziose prospettive, sempre ricondotte all’idea di sviluppo del nostro Paese, “la terra straordinaria dove – disse – abbiamo la fortuna di vivere e di cui dovremmo sempre apprezzare bellezza, fierezza e forza”.

In un particolare momento storico come quello che stiamo attraversando, in cui si manifestano i preoccupanti sintomi di crisi di modelli culturali precostituiti, di pericolosi ripiegamenti individualisti, è prioritario tornare a confrontarsi con il pensiero dei grandi uomini politici, che hanno avuto la capacità di “annodare le ragioni della memoria con le speranze del futuro, cementandole in forza della fiducia nell’uomo”. Questi sono gli statisti di cui abbiamo bisogno: coloro che hanno saputo elaborare una narrazione vitale del nostro passato in una visione di evoluzione e di progresso della comunità nazionale.

E la nostra prospettiva? È l’Europa: un destino comune più che un orizzonte idealizzato e superficialmente scontato: “una patria – asserì Ciampi- che, nei fatti, esisterà sempre perché supera le barriere fisiche, degli stati nazionali, e le barriere ideali, di culture diverse ma mai ostili.” Nel rileggere i discorsi pubblici del suo settennato presidenziale, l’Europa emerge quale “filo rosso” costante ed irrinunciabile. Interventi passati alla storia dell’Unione, come quello pronunciato in occasione della cerimonia di conferimento del Premio Internazionale Carlo Magno del 05 maggio 2005. “L’Europa – disse – ha bisogno di essere identificata come uno spazio di civiltà comune. L’Europa ha bisogno di vivere con orgoglio diversità che sono parte di un condiviso retaggio, tessere di un solo grande mosaico di civiltà. La giusta difesa e la conservazione della nostra duplice identità, nazionale ed europea, comportano un rinnovato sforzo delle istituzioni, nazionali e comunitarie, operanti nel campo dell’istruzione e della cultura. Fatta l’Europa, dobbiamo impegnarci a fare gli Europei.”

Se siamo davvero convinti di una mèta collettiva, allora dobbiamo dimostrarlo efficacemente: solo così potremo guarire distorsioni, lacerazioni e distanze che oggi emergono con inaudita forza. È un messaggio che ciascuno di noi è chiamato a custodire e a consegnare, intatto, alle giovani generazioni. Ad illuminarle, i numerosissimi servitori dello Stato che, vestendo una delle divise che vedo presenti in questo teatro, hanno onorato il bene comune e la libertà.

A loro va il nostro riconoscente e deferente omaggio. Carissimi, questo è il valore che sento di affidare all’inaugurazione odierna e che, spero, possiate condividere.

Grazie.

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